L’economia circolare spiegata facile

Venerdì, 28 Giugno 2019

Economica e mercati

Se pensate che “economia circolare” sia un'espressione nata dalla mente di qualche eccentrico ecologista degli Anni 2000 vi sbagliate di grosso. Se ne è iniziato a parlare addirittura negli Anni '70 ma allora era un affare per addetti ai lavori; ci sono voluti 40 anni perché l'”economia circolare” diventasse un affare di tutti. Oggi ci sono corsi universitari, mostre d'arte, romanzi e programmi politici che si rifanno a questa famosa “economia circolare”.

Ma che cos'è?

Iniziamo a dire che cosa non è (che è più semplice): non è un'economia lineare, quella che ha come scopo produrre oggetti in modo seriale che dà origine ad una catena del valore di questo tipo: ottenimento delle materie prime, produzione, distribuzione, consumo, rifiuti.

Ognuno di questi passaggi ha, non solo un costo economico, ma soprattutto è ritenuto tra i principali responsabili dell’aumento delle temperature e dell’inquinamento. La prova? Gli indicatori di temperatura e inquinamento sono aumentati costantemente dalla seconda metà dell’800 quando ha iniziato ad affermarsi il moderno sistema industriale.

L’economia circolare, invece, ha un'altra catena del valore: materie prime; progettazione; produzione/ri-fabbricazione; distribuzione; consumo, uso, riutilizzo, riparazione; raccolta; riciclaggio.

In questo percorso la fase più importante non è la produzione ma la progettazione perché è in questo momento che le parti che compongono l'oggetto vengono pensate per essere utilizzate anche successivamente alla fine del ciclo di vita dell'oggetto stesso. I componenti vengono pensati, e poi fabbricati, per essere facilmente sostituibili e riparabili (ad esempio con stampanti 3D). Quindi nell'economia circolare è fondamentale il design, chiamato anche “ecodesign”, del prodotto che deve essere studiato in modo che tutti i (o la maggior parte dei) componenti possano essere riciclati e destinati ad un altro utilizzo dopo essere state buttate via, cioè, ri-fabbricati, da qui l'espressione “economia circolare”.

I vantaggi dell'economia circolare oltre che ambientali sono anche economici: se tutta Europa adottasse soluzioni circolari le imprese risparmierebbero 600 miliardi di euro, cioè l’8% del fatturato annuo; ovviamente le emissioni sarebbero significativamente inferiori e si creerebbero 550.000 nuovi posti di lavoro. Impossibile? Pensate che la Commissione europea, che ha elaborato queste stime, ritiene di essere stata fin troppo prudente troppo prudente.

Fonte: Truenumbers